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Il progetto

  

Il Progetto del Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) bolognese nasce nel 1994 contestualmente al progetto per la nuova linea “Alta Velocità” Napoli-Milano la cui realizzazione, unitamente alla una nuova stazione sotterranea a Bologna centrale, dedicata ai servizi di lunga percorrenza, avrebbe comportato la liberazione di capacità in superficie a favore dei servizi regionali e locali, consentendo lo sviluppo di un sistema di relazioni ferroviarie cadenzate e passanti per il territorio metropolitano bolognese e rendendo perciò, il trasporto ferroviario più efficiente e attrattivo per i cittadini.


Nel 1997 viene sottoscritto da Ministero dei Trasporti, Comune e Provincia di Bologna, Regione Emilia Romagna, Ferrovie dello Stato e TAV Spa, l’Accordo Attuativo ed Integrativo che stabiliva le condizioni ed i requisiti da rispettare per la realizzazione del nuovo assetto dei Trasporti Pubblici dell’area metropolitana Bolognese in attuazione dell’Intesa del 1994.


Uno passo fondamentale per lo sviluppo del SFM è rappresentato dal successivo ”Accordo per il completo sviluppo ed attuazione del Servizio Ferroviario Metropolitano Bolognese (SFM)” sottoscritto nel 2007 da Regione Emilia Romagna, Provincia e Comune di Bologna ed il Gruppo FS Spa, che ha stabilito le condizioni e gli impegni per le parti, nei limiti delle risorse disponibili, per attuare, completare ed aggiornare quanto previsto nell’Accordo Attuativo ed Integrativo del 17/07/1997 per il Servizio Ferroviario Metropolitano bolognese.
L’Accordo del 2007 definisce il Servizio Ferroviario Metropolitano bolognese (SFM) come l’insieme di reti e servizi ferroviari locali riferibili al territorio della Provincia di Bologna e dei comuni contermini, integrati con il Servizio Ferroviario Regionale e con la rete del trasporto pubblico su gomma, e prevede una rete costituita da 4 linee passanti:


• SFM1: Porretta – Bologna – S. Benedetto Val di Sambro
• SFM2: Vignola – Bologna – Portomaggiore
• SFM3: Poggio Rusco – Bologna – Bologna S. Ruffillo
• SFM4: Ferrara – Bologna – Imola


e da 2 linee attestate:
• SFM5: Bologna – Modena
• SFM6: Bologna – Fiera


Allo stato attuale si può dire che si è realizzata solo una parte, pur importante, dell’Assetto Intermedio previsto dall’Accordo del 2007, avendo realizzato buona parte delle nuove stazioni ed avendo avuto un rilevante incremento di offerta nel 2009.

 


Un nuovo impulso alla realizzazione del SFM è arrivato dal PUMS, Piano della Mobilità Sostenibile della Città metropolitana di Bologna, approvato il 27 novembre 2019, il quale attribuisce al SFM un ruolo assolutamente centrale e strategico per il raggiungimento degli obbiettivi di qualità ambientale e di competitività di Bologna metropolitana, alla luce del fatto che circa il 65% della domanda extraurbana che ci si propone di trasferire su trasporto pubblico si sviluppa tra comuni direttamente serviti dal SFM e che la sola componente di scambio con Bologna ne copre il 67%.
Lo schema SFM fatto proprio dal PUMS si rifà a quello proposto dall’Accordo del 2007, come si è detto in buona parte ancora da realizzare, e prevede un sistema strutturato in 3 linee passanti:


• S1: Porretta – Bologna C.le – Prato C.le
• S2: Vignola – Bologna C.le – Portomaggiore
• S4: Ferrara – Bologna C.le – Imola


e 2 linee attestate:

• S3: Poggio Rusco – Bologna C.le
• S5: Modena – Bologna C.le


Non è più presente la linea SFM6 che negli anni, per varie ragioni, tra le quali la principale è legata alla indisponibilità di RFI nella destinazione della linea di cintura merci al ramo SFM6 per le frequenze previste, non ha trovato sviluppo. Inoltre, con l’eliminazione del passaggio a livello di via Carracci è saltato il collegamento della Stazione Centrale con la Stazione di Arcoveggio e la Fiera.


Tra le linee passanti sopra citate, il PUMS riconosce una particolare valenza di cerniera alla tratta urbana compresa tra Casalecchio di Reno e Pianoro, sulla quale i servizi della linea S1 generano quello che il PUMS definisce il “Passante urbano di Bologna”, ovvero un servizio cadenzato ai 15’ in entrambe le direzioni, omotachico, passante su Bologna C.le, con fermata in tutte le stazioni/fermate ed esteso per l’intera giornata.
L’offerta di trasporto garantita dalla S1 con il Passante è ulteriormente potenziata nella tratta urbana per effetto della sovrapposizione, seppur limitata a tratte parziali del Passante, con le altre linee del SFM: con la S2 tra Casalecchio Garibaldi e Bologna San Vitale/Rimesse, con la S4 tra Bologna C.le e Bologna San Vitale/Rimesse e con la S5 tra Bologna Prati di Caprara e Bologna C.le.


Il potenziamento proposto per l’offerta ferroviaria nell’ambito del SFM tiene conto degli interventi di potenziamento infrastrutturale e tecnologico in corso di realizzazione o già programmati sulle linee e tratte interessate. Il PUMS conferma le nuove fermate e l’adeguamento delle esistenti del Comune di Bologna inserite nel progetto PIMBO (Progetto Integrato della Mobilità Bolognese) ovvero Borgo Panigale Scala, Prati di Caprara, Zanardi, San Vitale-Rimesse, San Ruffillo. Inoltre rientrano nella rete di piano la fermata Toscanella (S4, tratta Bologna C.le-Imola), la nuova fermata Via Libia-S.Orsola (S2, tratta Bologna C.le-Portomaggiore) e la riapertura della fermata di Villanova (S2, tratta Bologna C.le-Portomaggiore).
Oltre alle nuove stazioni elencate, il PUMS ritiene necessario approfondire la fattibilità tecnico-economica, attraverso uno studio preliminare, di una stazione nell’area della località Badia, nel territorio di Castiglione dei Pepoli, e lungo la S4 nel territorio di S. Giorgio di Piano, a sostegno del polo funzionale dell'Interporto e delle zone industriali limitrofe.


Un altro elemento introdotto dal PUMS, in grado di fornire nuovo impulso alla valorizzazione del SFM ed in particolar modo delle sue stazioni ferroviarie, è rappresentato dai Centri di Mobilità, veri e propri hub urbani intermodali capaci di sintetizzare l’integrazione di trasporti e territorio, orientando la mobilità dei cittadini, pendolari e turisti, in modo che questi possano privilegiare gli spostamenti a piedi, in bicicletta o con mezzi pubblici e condivisi, ovvero utilizzando mezzi privati a basso impatto ambientale e collaborando alla progettazione e al miglior utilizzo delle infrastrutture, verso, attraverso e all’interno delle aree urbane e periurbane.
Ed è proprio per la loro peculiarità di essere luoghi in grado di raccordare in un unico nodo diversi modalità trasporto, che i Centri di Mobilità sono prevalentemente collocati in corrispondenza delle stazioni SFM che presentano una frequenza di servizio progettato a 15’ (ad esclusione della linea S2 ove tale servizio non è previsto), dove convergono più servizi di trasporto pubblico su gomma (con priorità alla rete di I° e II° livello) oppure prevedono interscambio con le linee tramviarie di Bologna e con il mezzo privato.


La funzione di Centro di Mobilità è prevista per le stazioni di Bologna Centrale, Bazzano, Bologna Casteldebole, Bologna Via Larga, Bologna Corticella, Bologna Mazzini, Bologna San Vitale- Rimesse, Bologna Prati di Caprara, Budrio, Casalecchio Garibaldi, Castel Maggiore, Castel S. Pietro Terme, Castenaso, Imola, Marzabotto, Monzuno-Vado, Ozzano dell’Emilia, Pianoro, Pilastrino, Porretta Terme, Rastignano, S. Benedetto Val di Sambro, San Giorgio di Piano, San Giovanni in Persiceto, San Lazzaro, San Pietro in Casale, Sasso Marconi, Vergato.

 

Per approfondire consulta il sito del PUMS bolognese: https://pumsbologna.it/

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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